Dimenticate gli strati di fondotinta e i primer dall’effetto perfezionatore: la nuova frontiera del makeup punta tutto sulla qualità della base. Si chiama underglazing ed è la tecnica beauty che promette un incarnato fresco, levigato e naturalmente radioso, grazie a un uso strategico dell’idratazione.
Dopo il successo della glass skin coreana e dell’underpainting, arriva una nuova interpretazione del trucco effetto seconda pelle: l’underglazing è una tecnica che trasforma la skincare nel primo, fondamentale gesto del makeup. La sua filosofia è semplice: prima di correggere, uniformare o scolpire il viso, bisogna creare le condizioni perché la pelle appaia morbida, idratata e naturalmente luminosa. Il risultato? Un incarnato dall’effetto plump, una luminosità delicata e un trucco che sembra fondersi con la pelle, anziché sovrapporsi a essa.
Che cos’è e perché piace tanto
Il nome racchiude già la filosofia della tecnica: under, sotto, e glazing, un termine che richiama una superficie levigata e luminosa. A differenza dell’underpainting, che prevede di applicare contouring, blush e correttore prima del fondotinta per ottenere un effetto scolpito ma naturale, l’underglazing interviene ancora prima, nella fase di preparazione cutanea. L’obiettivo non è creare volumi attraverso il colore, ma valorizzare la superficie della pelle attraverso l’idratazione, distribuendo i prodotti skincare in modo mirato sulle diverse zone del viso.
Il principio è intuitivo: una pelle ben idratata può offrire una superficie più uniforme e confortevole per l’applicazione del trucco. Il fondotinta scorre meglio, le texture possono risultare più facili da sfumare e l’effetto finale appare meno costruito. Per realizzarlo non servono necessariamente molti prodotti. Il vero segreto è capire dove applicarli e in quale quantità.
Il rituale step by step
1. Tutto comincia dalla detersione – Il primo passaggio è una detersione delicata, capace di eliminare impurità e residui senza lasciare la pelle secca o disidratata. Una superficie cutanea pulita e confortevole è il punto di partenza ideale per qualsiasi makeup.
2. Idratare, ma in modo strategico – È questo il cuore dell’underglazing. Invece di applicare la stessa quantità di crema su tutto il viso, si modula l’idratazione in base alle esigenze delle diverse aree. Il contorno occhi e gli zigomi, per esempio, possono beneficiare di una piccola quantità aggiuntiva di prodotto emolliente per ottenere un aspetto più morbido e disteso. Nella zona T, soprattutto in presenza di pelle mista o grassa, è preferibile una texture leggera, per evitare un finish eccessivamente lucido.
3. Il tocco glow- Per accentuare la freschezza della base si può utilizzare una mist idratante, purché compatibile con i prodotti applicati. L’obiettivo non è bagnare il viso, ma mantenere una sensazione di comfort e favorire un’applicazione armoniosa delle texture successive.
4. Il fondotinta diventa un velo – Una volta preparata la pelle, si passa al makeup vero e proprio. Via libera a skin tint, fondotinta fluidi e formule dalla coprenza leggera o modulabile, applicati in piccole quantità. Il prodotto deve accompagnare la luminosità della pelle, non nasconderla. Per questo anche il correttore si utilizza soltanto dove necessario, per preservare la naturalezza dell’incarnato.
5. Il finish è naturale, mai artificiale – Un blush cremoso, un tocco di illuminante nei punti strategici e una cipria applicata soltanto dove serve completano il look: l’effetto ricercato è quello di una pelle fresca, non di un viso eccessivamente brillante.
Il segreto è nella formula: gli ingredienti skincare da conoscere
Al di là del trend social, l’underglazing offre l’occasione per parlare di un aspetto fondamentale della dermocosmesi: la scelta della texture e degli ingredienti più adatti alla propria pelle.
Tra gli attivi e i componenti cosmetici interessanti per preparare la base troviamo:
- Glycerin: umettante che aiuta a trattenere acqua nello strato corneo, contribuendo al comfort e all’idratazione cutanea.
- Sodium Hyaluronate e Hyaluronic Acid: ingredienti utilizzati nelle formule idratanti per favorire un aspetto più morbido e levigato della superficie cutanea.
- Panthenol: apprezzato nei cosmetici per le proprietà umettanti e condizionanti, particolarmente interessante nelle formule dedicate alle pelli delicate.
- Ceramide Np e altre ceramidi: componenti lipidici impiegati nelle formulazioni per sostenere la funzione barriera della pelle.
- Dimethicone: ingrediente che può migliorare la scorrevolezza della formula e conferire una sensazione setosa, utile anche come base per il trucco.
L’attenzione, però, non deve fermarsi al singolo ingrediente. Sono la formulazione complessiva, la concentrazione dei componenti, la texture e la compatibilità con il tipo di pelle a determinare la resa del prodotto. E, soprattutto, attenzione a non confondere l’effetto plumping cosmetico -cioè l’aspetto temporaneamente più pieno e levigato della superficie cutanea- con un reale aumento dei volumi del viso.
Underglazing: a ogni pelle il suo glow
Uno degli aspetti più interessanti di questa tecnica è la possibilità di personalizzarla.
-Pelle secca o disidratata. Può trarre particolare beneficio da una preparazione con prodotti umettanti ed emollienti, per ridurre la sensazione di secchezza e rendere più confortevole l’applicazione del fondotinta.
-Pelle mista o grassa. Meglio scegliere formule leggere e non eccessivamente occlusive, concentrando i prodotti più ricchi soltanto nelle zone che ne hanno bisogno. L’obiettivo è ottenere luminosità senza accentuare l’effetto lucido.
– Pelle matura. Texture elastiche, idratanti e fondotinta poco coprenti possono contribuire a evitare che il trucco evidenzi le linee in superficie. In questo caso, meno prodotto può davvero significare una resa estetica migliore.
-Pelle sensibile. La parola chiave è essenzialità: formule ben tollerate, pochi passaggi e attenzione agli ingredienti potenzialmente irritanti o sensibilizzanti. Non è necessario moltiplicare gli strati per ottenere una buona base.
Dalla beauty routine al consiglio in farmacia
L’underglazing racconta una tendenza che va oltre il semplice tutorial: il confine tra skincare e makeup si fa sempre più sottile e il consumatore cerca prodotti capaci di offrire comfort, facilità di applicazione e un risultato estetico immediato. Per la farmacia è un’occasione interessante per valorizzare il consiglio dermocosmetico, partendo dall’analisi delle esigenze cutanee, anziché dalla sola ricerca di un prodotto illuminante.
Un buon suggerimento può riguardare la scelta della crema più adatta, la quantità da utilizzare, la compatibilità tra skincare e fondotinta o la gestione delle zone più secche e di quelle soggette a lucidità. Resta fondamentale anche la fotoprotezione: nella routine del mattino, una protezione solare adeguata deve mantenere il proprio ruolo, senza essere sostituita da una semplice crema glow. L’applicazione del makeup non dovrebbe comprometterne la distribuzione uniforme né rimuoverne quantità significative.
